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Andamento congiunturale  

Le ridotte dimensioni del Principato e la sua collocazione all’interno dell’area doganale francese tolgono significato agli ordinari parametri economici, molti dei quali non sono rilevabili. Nei suoi termini essenziali, l’economia di Monaco rimane assai florida, esente da disoccupazione e trascurabile debito estero, con consistenti riserve valutarie (oltre 78 miliardi di € dichiarati al 31.12.2007) che assumono la forma di Tesoro dello Stato, ed un volume d’affari, nel 2007, di 15,3 miliardi di euro (17% in più rispetto al 2006). I settori trainanti dell’economia monegasca sono, nell’ordine, l’IVA (47,43%) turismo e terziario (23%), bancario (18,81%), immobiliare (5,88%), industriale (5,50%), lavori pubblici (9%), casinò (9%), commercio all’ingrosso e al dettaglio (4,39%), alberghiero (3,24%), trasporti (2,3%).
Il settore turistico, da lungo tempo orientato verso una clientela individuale di alto livello e legato alle crociere ed al diporto di lusso, con una capacità alberghiera in piena espansione (+29% in due anni), associata alle infrastrutture congressuali adatte a tutte le forme di avvenimenti, è uno dei settori trainanti dell’economia monegasca. Quarto anno di un ciclo crescente ed ininterrotto, il settore ha registrato una crescita cumulata del 36%, dal 2004 al 2007. In tale anno è stata registrata la cifra record di 328.000 arrivi e 944.000 pernottamenti registrati, + 14% rispetto al 2006. Tali risultati sono stati possibili grazie all’aumento del 12% della capacità ricettiva alberghiera.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza, nel 2007 si è osservato il consolidamento dei principali mercati europei che hanno rappresentato il 76% degli arrivi totali contro il 71% del 2006. Tra questi primeggia l’Italia, con il 18% delle presenze, seguita da Francia (12%), Gran Bretagna e Stati Uniti (9%). Russi, Ucraini e Scandinavi, continuano a far registrare aumenti significativi, seguiti da turisti provenienti da Medio Oriente e Sud America. In effetti, a differenza dell’insieme della Costa Azzurra, la cui economia turistica riposa per più di un quarto sulla clientela francese, Monaco beneficia di una clientela internazionale, maggiormente diversificata.
Il settore bancario è uno dei pilastri dell’economia del Principato. Il suo peso complessivo (diretto e indiretto) è vicino al 30% del PIL. Specializzato nel private banking, Monaco, pur essendo il secondo stato più piccolo al mondo, conta 41 banche, 41 società di gestione patrimoniale e 63 società di gestione fondi, che controllano circa 300.000 conti e gestiscono beni per circa 78,6 miliardi di euro. Il ritmo di crescita degli assets, nel corso del 2007 ha raggiunto il 12,9%. A questo volume dei depositi si aggiungono capitali per oltre 10 miliardi di euro gestiti su piazza, ma non depositati in loco. La clientela è costituita da un terzo di residenti e da due terzi di non residenti.
Per il Paese la lotta al riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo sono molto importanti. Nel maggio 2007 Monaco ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione.
Già riconosciuto a livello internazionale come “piazza bancaria” il Principato mira a diventare un polo di riferimento del mondo finanziario. A tal fine due nuove leggi sono state introdotte, nel 2007, nell’ordinamento finanziario: una sulle attività finanziarie, l’altra sui fondi comuni d’investimento e su quelli d’investimento evoluti. La prima fissa il quadro generale dell’attività finanziaria, elenca i vari tipi di attività, fissa le relative condizioni di esercizio, istituisce un’autorità indipendente con ampi poteri di controllo e sanzione (la “Commissione di Controllo delle Attività Finanziarie”, organismo chiamato a svolgere quel potere di controllo auspicato dalle Autorità monegasche e volto a favorire lo sviluppo di una regolamentazione per garantire la necessaria sicurezza ai risparmiatori). L’altro provvedimento si riferisce a prodotti d’investimento specifici quali i fondi comuni ed i fondi d’investimento.
L’industria, che assorbe un quarto della popolazione lavorativa, è basata sui prodotti chimici, farmaceutici e cosmetici, sulla lavorazione delle materie plastiche e sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
La presenza dello Stato nell’economia si realizza attraverso la proprietà della Société des Bains de Mer e le rilevanti proprietà del Tesoro e della Casa del Principe, composte prevalentemente da proprietà immobiliari e partecipazioni azionarie in alcuni importanti istituti finanziari monegaschi.
La Société des Bains de Mar, con un effettivo di circa 3000 dipendenti, gestisce un patrimonio unico al mondo: cinque prestigiosi alberghi di altissimo livello, 33 ristoranti e bar, 4 centri spa, tutte le strutture destinate alle conferenze e agli spettacoli, oltre al Casinò. La società ha registrato, nel 2007, un volume di affari di 457,6 milioni di euro (+15% rispetto al periodo precedente) ed un utile netto di 58 milioni di euro.   


Relazioni economiche e commerciali con i principali Paesi partner


L’interscambio commerciale di Monaco è stato deficitario nel 2007 (- 16 milioni di €), con un import pari a 850 milioni ed un export pari a 834 milioni. È, invece, postivo (+ 75 milioni) l’interscambio con l’Unione Europea, con un import pari 347 milioni ed un export pari a 422 milioni. 

 
Esportazioni per Paese (2007)
 
Paese Ammontare %
1 Germania   89.014.321 10,67
2 Italia   69.920.0843   8,38
3 Spagna   65.632.922   7,87
4 Regno Unito   55.121.062   6,61
5 Lituania   43.564.304   5,22

Importazioni per Paese (2006)  
Paese Ammontare %
1 Cina 296.595.773 34,89
2 Italia 157.727.571 18,55
3 Giappone  72.312.680   8,21
4 Regno Unito  60.065.879   7,06
5 Belgio  45.312.801   5,33

Fonte: Département des Finances et de l’Economie – Direction de l’Expansion economique.